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Egomass - Estreme Conseguenze Stampa E-mail
Scritto da coprofago   
marted́ 05 gennaio 2010
Il lavoro degli Egomass si apre con l’intensità di “Coscienza Due”, quasi a voler mettere sul tavolo fin da ora tutte le carte che fanno parte del contesto di questo album: riff estremamente serrati, ritmiche quasi sempre piacevolmente irregolari, un songwriting squisitamente delirante e intricato.

Questa autoproduzione è composta da 8 tracce per una media approssimativa di 5 minuti ciascuna ed è il primo full lenght della band. Tra le caratteristiche che arriva principalmente all’orecchio giunge quella  che i testi sono tutti in italiano. E come sappiamo è difficile far sposare un certo tipo di sonorità con tale metrica, ma nel caso degli Egomass mi vien difficile immaginare ai testi cantati in inglese. Ho detto tutto. A seguire alla title track, traccia che è la più corta dell’album e probabilmente tra le più immediate, dotata di un refrain pregevolissimo e di alcune variazioni strumentali di ottima fattura, arriviamo a “Come fare?”, già presente nel demo del 2006. Con questo pezzo abbiamo la conferma che a Paolo, il chitarrista del gruppo, non stanno sicuramente simpatici gli accordi maggiori. Infatti, escludendo per un attimo il sempre imprevedibile e schizofrenico lavoro della sezione ritmica, è dovuto molto a lui questo taglio spesso dissonante (Voivod?) e di conseguenza (estrema?) godibilmente stridente e assolutamente efficace. La terza traccia è “Dubbio”, anch’essa presente nel demo succitato. Sicuramente tra le tracce dell’album che spiccano maggiormente, dotata di un riassunto di tutto quello che possono esprimere gli Egomass: un arrangiamento fondamentalmente progressive, un’impostazione nella composizione dove il metal la fa da padrone nelle sonorità, una voce destabilizzante che avvolge i pezzi in maniera adatta e perfetta. E così si prosegue con “Il solito gioco”, e difatti continuiamo con gli stessi pregiati ingredienti. Con “Chi sono” si sottolinea l’intensità di cui parlavo inizialmente: i riff serrati non danno respiro all’ascoltatore e chi soffre di claustrofobia a questo punto dovrebbe cominciare a sudare freddo. “Posso ancora chiedere” è il colpo di grazia. Sicuramente altro punto apice. Volendo nominare un gruppo che quando si parla in questi termini viene spesso menzionato questo è il momento: Meshuggah. “So che posso ancora chiedere, dal fiore alla carezza, dalle lacrime alla morte, in quest’umile strada, che sa di gioia e malinconia”. L’attenzione rimane inevitabilmente alta con “Io spero”, altro pezzo con un songwriting davvero invidiabile, alienante, continuamente supportato da una batteria martellante, tecnicamente impeccabile, sempre assolutamente imprevedibile. “Dal dolore al pianto”, scelta a mio avviso molto azzeccata per chiudere l’album, termina in maniera assolutamente degna e con una nota alta questo album. Un prodotto creato da ottimi musicisti, niente è fuori posto, produzione ottima, connubi originali: gli Egomass entrano con prepotenza nel gruppo dei migliori esponenti del genere.

 


1. Coscienza due

2. Come Fare?

3. Dubbio

4. Il Solito Gioco

5. Chi Sono

6. Posso Ancora Chiedere

7. Io Spero

8. Dal Dolore Al Pianto



http://www.myspace.com/egomass
Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 febbraio 2010 )
 
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